Ciao viaggiatore, ti sono mancata? Pure tu, love! Anzi, baci, quelli con i cuori di Facebook!
Perché ho aggiunto questa foto? La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio… Cosa? Se sono ubriaca? Ma no! Oggi ho bevuto soltanto un bicchiere di vino bianco. Eh, tesoro mio, da noi la morte della vongola è con il vino. A che gioco sto giocando? Semplicemente pensavo a Julio che mi cantava: se mi lasci non vale, se mi lasci non vale. Eh, e poi mi ha lasciata lui. No, non sono ubriaca! Come te lo devo dire? Il fatto è che sono profondamente amareggiata; la valigia rappresenta quella parte di Julio che non ho mai assaggiato (volevo dire conosciuto). Sorry! Sì, quella benedetta valigia doveva essere quella di un lungo viaggio, ma è stata una catastrofe in tutti i sensi. Perché? Sentitelo, mi chiede il perché? Perché sono rimasta “appesa”, anzi Julio mi ha “appeso” (in tutti i sensi). Sono perseguitata dalla nuvola di Fantozzi: se un ragazzo mi piace non sono ricambiata, se piaccio a lui, non piace a me. E Julio, mi ha lasciata sola, abbandonata come un cane. In più, si è messo il tempo. Eh certo, perché se per tre mesi c’è il sole, mica vai a pensare che giusto il 26 luglio 2017, il giorno in cui avevi prenotato la tua vacanza perfetta, con la persona (quasi) perfetta, con la speranza di vedere una festa che hai sognato da tempo, Napoli inizia a singhiozzare? Eh, sì! Dovevo andare ad Ischia, ma il tempo quel maledetto giorno ha deciso di fare i capricci. Giustamente, poi il 27 luglio pataboom, Napoli ride e io piango. Come si suol dire: te la devo far stentare ‘sta vacanza. Date le circostanze (non volute da me, ma da Julio e dal meteo che mi hanno abbandonato lasciando una ferita indelebile dentro me), ti volevo raccontare del viaggio che ho fatto per i miei 18 anni, ma se permetti questa volta voglio coinvolgere una spettatrice “virtuale”. Ti presento, Valeria! Questa volta racconterò tutto a lei attraverso un gioco, tanto so già che farà la spia a te. Conosco la gallina. Start!
Valeria? Mi senti? Allora entra nella prima cabina alla tua sinistra. Sei entrata? Ok! Ora io entro nella seconda e tu viaggiatore entra nella terza. Valeria prendi la cornetta, che ti aspetta e fai la spia (mi raccomando). Pronto, Vale! Cosa? La linea è disturbata? Eh, sarà il traffico di Londra. No problem! Listen!
Per i miei 18 anni, mio padre mi promise di portarmi a conoscere la Regina Elisabetta. Io all’inizio pensai: ma come? Sapevo che mio padre aveva lavorato qualche anno a Londra, ma non pensavo che “teneva le amicizie importanti”. Comunque, dissi: va bene! Go, papà! Go! E la prima tappa del viaggio non poteva che essere Buckingham Palace! Wow! E che palace, Vale’! E che te lo dico a fare? Due braccia “de marmo”, ma proprio “de marmo”… che si ereggevano davanti a me sotto forma di colonne. Due bronzi di Riace!
Per capire, dovresti vederli. Ma non è finita qui! Mica soltanto le braccia! Vogliamo parlare dell’entrata? Bellissima! Tutta dorata e aldilà, c’era la guardia che faceva il cambio! Quale cambio? Il cambio dell’olio! Ma Valeria! Vuoi stare attenta! Listen! Si tratta della sfilata che fanno davanti a tutti! Sì, davanti a tutti! Quelli si sa non conoscono lo “scuorno”. Se fanno una cosa, o la fanno proprio davanti a tutti o non la fanno proprio! Altrimenti, dicono che non gli piace abbastanza. Mamma, e come so’ distinte ‘ste guardie inglesi!
Ma il bello deve ancora venire. Non vedi l’ora? E ora ti racconto. Quando entrai vidi i vestiti della Regina Elisabetta. Eh quanti ce n’ha! Non ne hai idea! Come si suol dire “a palate”. Giustamente, per ogni cerimonia ci vuole il vestito adatto. Ed Elisabetta (la chiamo così perché è un’amicizia intima e personale), lo sa. Eh le stanze, Vale’! Uh, madonna! E che stanze! Non finivano più. Tutto dorato ed appariscente. Devi andarci, ti faccio io la raccomandazione. Non ti preoccupare! Tanto Elisabetta è un tipo cortese e gentile. Non dice niente! Eh i fiori. Eh quanti fiori! E i laghetti. E che laghetti! Sei vai lì, devi visitare ilSt. James’s Park. Bellissimo! Una favola! Ti dico soltanto una cosa: una distesa di verde e di blu. Proprio come piace a te, che sei policromatica (ti piace sempre cambiare il colore degli occhiali eh). Cosa? Devo aspettare? Perché stai raccontando tutto al viaggiatore? Eh, lo sapevo! Poi, quando dico che tien ‘e corne, nun’è overo, eh!
Lo stai immaginando? Eh, sì immagina. Una bellezza della natura, Vale’! Ma c’è ilGreen Park vicino. E che facevo? Secondo te, mi trovavo a due passi e non lo visitavo?
Guarda che prendono pure il sole, lì. Quale sole? Ma che pensi? Anche a Londra si abbronzano. P.S. Non ne sono convinta neanche io che l’ho detto! Comunque, torniamo a noi. Il Green Park, in realtà è un polmone vivente, che si aziona appena qualcuno lo tocca con i piedi. Cosa? Hai capito altro? Valeria, ma non è per caso che sei leggermente feticista? Ridi? Eh, ridi, ridi, che mamma ha fatto gli gnocchi! Cosa? Oggi, mangi gli arancini? Eh, a me non sembra però. Vabbe’. Se lo dici tu (forse ci credo).
Poi andai a vedere una cosa enorme. Ma proprio enorme! Cosa? Ti sei rimessa a ridere? Ma la vuoi finire? Poi ci ascoltano tutti! Mi riferivo alla Westminster Abbey. Tu avevi capito altro? Non avevo dubbi! Dimmi, cosa avevi pensato? Ma perché ridi? Ho capito, continuo il racconto. Meglio che non ci dilunghiamo con le tue “pippe mentali”; ho seriamente paura di perdermi.
Ti dicevo: quando la vidi per la prima volta, me ne innamorai perdutamente (oddio, mi viene da pensare ai bei momenti trascorsi con Julio, ma andiamo avanti). Dunque, è un edificio di una maestosità senza eguali. Se vai a Londra, devi andarci. Eh, perbacco! Cosa? Devo aspettare perché lo stai raccontando al viaggiatore? Eh, ti pareva. Sono al tuo servizio. Figurati, mi stavo soltanto scaldando la voce, ma posso anche aspettare mezz’ora qui fuori al freddo in questa maledetta cabina. Mi dici anche: ok? Vabbe’ allora siamo alla frutta. Lascia stare. Poso la cornetta, tanto fai la ruffiana con l’altro. No! Devo aspettare. Sei curiosa? Allora, listen!
The Big Big Ben(g), the reason I’m alive, when all stars collide, in this universe inside. Cosa? Se sono ubriaca? Ti ho detto che ho bevuto soltanto un bicchiere di vino bianco e basta. Per oggi, niente vodka o wishy. Sono a dieta per un giorno. Stavo semplicemente scherzando sulle note di Maley Circus. E comunque, anche lei parla del Big Ben. Quell’orologio enorme. Mamma mia! Cosa? Stai ridendo un’altra volta. Madonna, ma cosa pensi? Sì, era enorme. Vale’ vai a quel paese. Ti ci hanno mai mandato? Eh, ora vai. Ti ci mando io. Dove? Ma a Londra, scemu!
Ops, sono le 16 ‘o clock! Andiamo avanti! Essendo a Londra, passai anche una notte al museo. Cosa? In che senso? Non ti ricordi quel film, dove Ben Stiller parla con i personaggi del Museo. Che risate, quel film! Cosa? A te, non fa ridere? Va bene. Ho capito, continuo con il racconto. Mi raccomando tu fai sempre la spia, eh. Che ti fa bene!
Sto ancora ridendo. Ok! La smetto. In pratica, visitai anche laNational Gallery. Ci sono dei dipinti eccezionali. Devi vederli, se decidi di andare.
Argh! Cosa mi prende. Niente! Mi è venuto in mente il tirannosauro Rex delMuseo di Storia Naturale. Che ridere! A te non fa ridere? Eh, vabbe’. Un po’ d’umorismo però non guasterebbe. Insomma, quando ridi tu va bene, quando rido io no. Ho capito! Andiamo avanti! Che è meglio, disse Tontolone! Che ridere! Ma come Tontolone dei puffi, noi puffi siam così, noi siamo puffi blu, puffiamo su per giù due mele e poco più… Cristina D’Avena docet! Cosa? Non ti fa ridere? Ok? Almeno, ci ho provato! Quanto umorismo, però! Sei divertente quanto una mummia egiziana! Che ridere! Va bene! Ho capito. La smetto subito.
Ma adesso non parliamo più di musei. Parliamo del Tower (B)ridge. Oh, come mi è piaciuto quello. Non lo puoi mai immaginare. Cosa? Dici Julio? Eh, che ti posso dire. Io mi innamoro sempre della persona sbagliata, al momento sbagliato, al posto sbagliato (su questo elemento si potrebbe scrivere un libro, ma lasciamo stare anche perché non è l’ora adatta per i bambini). Cosa? Sto perdendo la bussola? Eh, lo so. È l’amore! Love, anzi baci, quei cuoricini di Facebook! Ok! La smetto. Dove stavamo? Ah, avevo detto che andai a vedere il famoso Tower Bridge Forrester. Cosa? Sto pensando ancora a lui. Scusami, è l’amore. Comunque, di giorno è quello che è, ma è di notte che rivela la sua vera essenza. Che spettacolo di luci!
E il Tamigi poi… wow wow wow eh eh eh party wow wow wow. Cosa? Se sono ubriaca? Ma come te lo devo dire. Ho bevuto soltanto un cicchetto di vodka! Uh, scusa! Mi fai confondere. Volevo dire un bicchiere di vino! Sì, quel maledetto vino bianco che ora sta danzando nel mio stomaco sulle note di Inna. No! Non è per questo che perdo la bussola. La mia bussola sta al suo posto. Ho chinato la testa ed era proprio lì, dov’è sempre. Cosa? Stai ridendo? Ma cosa vai pensando? Cioè quando ridi tu va bene, quando rido io no. Ho capito! No, Valeria non intendevo quella. Mah che ti ridi! Fai la spia. Va! Che è meglio, disse Tontolone! Ah! Beccata! Ho sentito che ridevi. No! Bugiarda!
Pronto! Mi senti Vale. Ok? Oltre al Tamigi, c’è una piazza che devi assolutamente vedere. No, Valeria! Listen, è troppo chic! Senti il nome: Trafalgar Square!
Allora, già il nome dice tutto! Squareeeeeee. Sorry! Sclero da bimbominkia! Eh Piccadilly!Piccadilly Miley Circus! Ok! Lo ammetto il vino sta ancora danzando nel mio stomaco: wow wow wow eh eh eh party wow wow wow.
Run baby, run baby, run! Smettila, Valeria! Non sono ubriaca! Èil vino che sta danzando sulle note di Sheryl Crow. Stai facendo ancora la spia? Lo sapevo. Come al tuo solito stai raccontando tutto al viaggiatore. Cosa? Vuoi sapere cos’altro ho visto? Non cambiare argomento. Furba! Vabbe’, ti accontento! Ti piace fare shopping? Sì, lo sapevo. Oxford Street e Harrods fanno proprio al caso tuo. Potrai comprarti altre montature colorate, dato che sei policromatica.
She loves you, yeah, yeah, yeah… She loves you, yeah, yeah, yeah… She loves you, yeah,yeah, yeah, yeah. Cosa? Stai cantando anche tu? Eh, lo sapevo. Go! She loves you, yeah, yeah, yeah… She loves you, yeah, yeah, yeah… She loves you, yeah,yeah, yeah, yeah. Sei grande Vale! Schiaccia il cinque! Sì, hai capito bene. Andai anche da Madame Tussauds.
Ho incontrato sia i Beatles e che la Regina. Cosa? No, loro sono immortali. Non moriranno mai! #beatlesforever.
Ci sono anche altri posti da visitare a Londra, ma dovrei avere sette vite come i gatti per poterli vedere e raccontarli. Accontentati di questo e magari fatti un giro su visitlondon.com. Ma dimmi un po’ Londra di notte l’hai mai vista? La devi vedere.
Ti ho “annebbiato” con tutte queste parole. Non ci vedi tanto bene? Devi cambiare gli occhiali. Come te lo devo dire. Vai a Londra e ne approfitti per comprarteli. Mi dirai? Non c’è bisogno di andare fin lì. Vacci, cara. Vacci e dillo anche al viaggiatore. Questa volta la spia la puoi fare. Mi raccomando, tanto non ci sente nessuno, soltanto i viaggiatori virtuali. Stop!
P.S. Le foto qui presenti sono state riprese da Google immagini, con i diritti “contrassagnate per essere riutilizzate con modifiche”. Le immagini sono state quindi prese da me e poi modificate con vari “effetti speciali”.
Ma ho ancora una sorpresa. Le mie foto del lontano 2006.
Dedicato alle mie ex college di lavoro Insem spa, alla mia famiglia italiana e alla mia famiglia inglese (in particolare a zia Giovanna Sgambati).
Dedicated to my ex-colleagues Insem spa, my Italian family and my English family(especially Aunt Giovanna Sgambati).