ti racconto com’è ritornato il sole sulla nostra splendida terra, ma per farlo partirò dal principio.
Dal vangelo secondo Matteo, ops scusami, sono andata troppo avanti (questo caldo torrido mi sta facendo perdere la testa). Dicevo, nella Genesi si narra che Dio abbia fatto pace con l’uomo regalandogli uno meraviglioso fascio di colori, ovvero l’arcobaleno.
Ed fu proprio questo inaspettato elemento che risvegliò la terra ischitana il 31 luglio 2017 (a dire la verità ciò avvenne qualche giorno prima, ma fu l’inizio settimana a sigillare il patto).
Si direbbe la quiete dopo la tempesta. Le nuvole decisero di farsi da parte per lasciare spazio al nuovo Sole, che batteva sui terrazzi del favoloso Castello Aragonese. Ne vuoi una prova? Guarda le foto che ti ho lasciato.
Hai visto che panorama mozzafiato? Assolutamente indimenticabile. Ma il Castello fu il teatro anche di una fantastica “caccia al tesoro”. Dal cinema alla pittura potevi spaziare in un’infinità di colori: dal bianco-nero di Stefano Accorsi e di Antonio Albanese, al cielo azzurro di Pierfrancesco Favino e di Cristiana Capotondi (e sì, finalmente una donna e che donna! Hai visto la foto?)
E vogliamo parlare del grande Bolivar e artisti attuali come Clementina Petroni e Michele Petroni. Ti ho lasciato qualche schizzo, così ti rifai gli occhi.
C’erano anche dei meravigliosi luoghi di ristoro, in cui si potevano assaporare delle deliziose pietanze.
Hai visto che delizia? Ho gli occhi a forma di cuore, oh scusa, volevo dire a forma di Caprese. Gnam, Gnam!
Torniamo a noi. Come ti ho già spiegato il sole batteva sul Castello e il gabbiano si affacciava ogni tanto con un ramo d’ulivo per sigillare la pace avvenuta (nella Genesi non è indicato che uccello fosse).
Ora restava un problema da risolvere: ovvero la Luna era gelosa del Sole, perché quest’ultimo aveva visto l’arcobaleno. Dunque, cosa si poteva fare? Al cielo che sovrastava la terra ischitana venne un “lampo di genio”: facciamo una sfilata, ma una sfilata come si deve, proprio questa sera del 31 e la dedichiamo a Sant’Anna.
E fu così che alle 21 in punto iniziò la Ischia Fashion Week. Le quattro barche che sfilarono intorno alla zona di Ischia Ponte, lo fecero emettendo tre tipi di colori: giallo, blu e rosso (in realtà erano di più ma la Luna era un po’ daltonica e percepiva soltanto alcune sfumature). Non ti dico la sua faccia quando le vide! Disse al cielo che si era innamorata.
Pensa te! Innamorata…
Per farti rendere conto, ti ho lasciato altre foto.
Alla fine al Castello venne un’altra splendida idea e decise di riempire di colori sfavillanti i suoi terrazzi, la mattina baciati dal Sole e la notte illuminati dalla luna. E il risultato fu questo:
E fu così che il Sole tornò a brillare su Napoli e dintorni, stringendo la mano (pardon!, il raggio) alla Luna.
N.B. Da allora si decise che la IschiaFashion Week si sarebbe tenuta ogni anno, ma il giorno pattuito sarebbe stato in onore di Sant’Anna il 26 luglio (salvo capricci lunari, s’intende).