Ciao viaggiatore,
è da un po’ che non ti scrivo. In effetti, non avevo nulla di nuovo da raccontarti finché non mi è arrivata una convocazione da una scuola di Ancona, che si è rivelata un vetro rotto. Ma non importa, l’importante è aver vissuto qualcosa nonostante tutto, nonostante tutti.
Lasciamo l’umore catastrofico per ritornare a risplendere nella terra marchigiana. Ebbene sì, per 15 giorni sono stata travolta dalla foschia “soleggiata” anconiana, di cui 10 come presa di servizio nel Ministero della Pubblica Istruzione.
Ti racconto come è iniziata l’avventura…
Presente, Premi, Rosso. Quel maledetto ascensore che mi portava al quarto piano e che ondeggiava quasi come la metropolitana di Londra (sto esagerando? No, non penso chiunque abbia vissuto per un periodo in convitto sa di cosa parlo). A parte gli scherzi, probabilmente era colpa mia, dato che volevo aprire l’ascensore senza chiamarlo (come? Luigi magari bho). Oppure quando volevo aprire la porta pensando che fosse lì a mia disposizione e i miei occhi si illuminavano alla vista del cerchio verde, che mi diceva “Presente”. Dopo un po’ io e il “sali e scendi” prendemmo confidenza purtroppo e stavo più fuori che dentro la stanza (inizialmente per il lavoro, in seguito per visitare la città che avrei dovuto lasciare a breve).
Caro viaggiatore,
se sei del Sud e sali in Centro già vedi la differenza. La più bella e la più brutta cosa. Quale vuoi conoscere per prima? La più bella? Va bene. I negozi di marca che ti invitano con la loro musica e con le loro luci di sera ad acquistare qualche capo. La più brutta? Arriva il temporale, per precauzioni ti consiglio di aprire l’ombrello, ma non il portafoglio. Mi raccomando. Si tratta dei prezzi. Alti, non alti come a Firenze o a Milano , ma “quasi” da capogiro.
Scendendo le scale “ripide” (no, non esagero, avevo il batticuore quando le facevo) dell’alloggio, arrivavo al Corso Garibaldi, costellato dalle stelle di marca. Facevo lunghe passeggiate, abbracciando la fontana del Calamo presso la splendida Piazza Roma e il vicinissimo Corso Mazzini, e girando a sinistra per arrivare a Piazza Cavour dove avrei preso i mezzi di trasporto per lavoro o per svago.
Che dire dei tre posti? Sono tre luoghi favolosi, tranquilli e ben illuminati di sera. La gente li anima percorrendoli, fermandosi a fare shopping, comprando una mattonella (la nostra parigina), le invitanti patatine di Chipstar o, perchè no?, i gelati delle gelaterie del Corso, (Ancona ne ha per tutti i gusti).





La mitica “fotografa” (modestamente) ha saputo riprendere degli tratti tipici della zona centrale di Ancona: i meravigliosi negozi, la fontana con i suoi cavalli dove sgorga acqua e i passanti per le scale del Corso Mazzini (altra zona con negozi di marca e tipici di Ancona).

Sono entrata nel negozio Bontà delle Marche l’ultimo giorno per curiosità: ha dei contorni, carne, poi vende tantissima cioccolata e liquori. Un negozio in cui fare qualche acquisto (facendo sempre attenzione a non aprire troppo il portafoglio, potrebbe svuotarsi senza che te ne accorgi).
La mia passeggiata, così, a volte terminava proprio a Piazza Cavour, una distesa verde piena di gente e di picconi che facevano la guardia al Conte sia di giorno e che di notte. Giravo intorno alla statua e mi divertivo aspettando i colleghi fagiani (o scusa) foggiani, (i picconi mi hanno dato alla testa). Proprio lì, una notte dovevo incontrare due di loro e uno arrivato in anticipo, non riconoscendomi a causa del mio nuovo look stile “Caparezza”, continuava a inviarmi messaggi vocali mentre io ero alzavo le mani al cielo per fargli capire che mi trovavo proprio davanti a lui. Ah ah! Le risate! Queste sono le cose che amo e che voglio ricordare!




Visto la piazza? Bella di notte, eh? Sì, è un bel posto di ritrovo per tutte le età. Un posto centrale. Procedendo si trova il Comune, l’Asl, la Guardia Medica (a pagamento per i non residenti), il Viale della Vittoria (l’unico viale alberato che porta al Passetto). Cos’è il Passetto? Ora vedrai.









Caro viaggiatore,
il Passetto è il monumento bianco con scale sul mare rappresentato nelle foto dopo il viale alberato (Viale della Vittoria). Bellissimo! Ma ancora più belli sono i three colours of sea. Sì, rispettivamente partendo dalla riva: il bianco, il verde acqua e il blu delle onde del mare con le sue pietre che luccicano al sole (come i miei occhi quando l’ascensore diventa verde).
Ovviamente dal Passetto dovevo ritornare a casa, quindi dovevo rifare il Viale, oltrepassare il Comune, arrivare a Piazza Cavour e poi girare a sinistra verso Piazza Sandro Pertini (conosciuta per il rinoceronte) e Corso Stamira (un altro luogo dove ci sono negozi di marca come Liu Jo e Limoni).



E vai con lo skateboard e con i profumi, facendo attenzione a non scivolare con il primo e a non aprire troppo il portafoglio con i secondi.
Da Corso Stamira potevo ritornare al Corso Garibaldi, scendere giù e in fondo ritrovare il porto e la sua vista pazzesca. Facevo un percorso di circa 25 minuti che dal Teatro delle Muse arrivava alle barriere poste per sicurezza. Andando oltre, vi era un’ area pedonale che percorrevo con entusiasmo, contenta perché presto avrei visto il mare, dal lato opposto del Passetto.
Quale posto è più bello da vedere? Beh, per me sono belli entrambi, sia il lato del porto sia il lato del Passetto. Ma lascio la scelta anche a te… Anzi, soprattutto a te che devi visitare Ancona.








E poi il mitico Teatro delle Muse!
Lasciato il porto, tornavo indietro e imboccavo la stradina dietro il Teatro delle Muse, facevo una parte in salita e poi prendevo l’ascensore pubblico per visitare la famosa Cattedrale di San Ciriaco, la cui salita a piedi permette di osservare una vista mozzafiato.



Dalla Cattedrale, potevo scendere e visitare il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, che contiene opere del territorio piceno dalla preistoria alla protostoria. Una ricchezza di statuette, resti di vasi e ornamenti vari rinvenuti nelle Marche. Al primo posto, la scultura dalle dimensioni microscopiche della Venere di Frassassi, che accompagna con l’audio il percorso del visitatore.










Dalla strada opposta a quella percorsa dietro il Teatro delle Muse, si sale verso la Mole Antonelliana, opera progettata da Vanvitelli, di origine Settecentesca che all’inizio svolgeva due funzioni: quella militare e ospedaliera. Qui, infatti, venivano messi in quarantena le persone che potevano sentire la messa che si teneva nel tempio di San Rocco, posto proprio al centro della struttura. Oggi è la sede di mostre d’opere d’arte. Molto importante è il Museo Tattile Statale Omero, realizzato in un’ottica touch screen per dare la possibilità ai non vedenti di poter vedere l’opera toccandola.












Uscendo dalla Mole Vanvitelliana, mi incamminavo verso la Porta Pia, una porta enorme che permette una vista sul mare. Attraversando la strada, dunque, potevo ammirare ancora una volta i three colours of sea di Ancona.


Percorrendo il lungomare ritornai vicino al Teatro delle Muse, salì per Corso Mazzini imboccai una piccola stradina in salita e arrivai a Piazza Plebiscito (la cosiddetta Piazza del Papa). Nel luogo sono presenti gelaterie e pizzerie, che nel fine settimana richiamano i visitatori con la loro musica.


Caro viaggiatore,
siamo arrivati all’ultima tappa del viaggio. Come salutare Ancona? Bene, bevendo una buona birra nel pub irlandese vicino a Piazza Pertini, famoso il merdoledì per le feste degli universitari e il venerdì per i suoi concerti.
Ti ho raccontato tutto nei minimi dettagli. Sappi che Ancona è una città tranquilla dove vivere. Dispensa, infatti, anche abbracci gratis.



