Caro viaggiatore, molto lieta! Encantada, Achanté, ops scusami non trovo la scarpa. Mi è caduta mentre mi sedevo sul trono. Ah, meno male che un cavaliere mi ha invitato a ballare, finalmente posso rialzarmi, rimettermi la scarpa e iniziare a raccontarti la meravigliosa estate che ho trascorso nel 1953.
Una Roma incantevole vista dagli occhi di un’ingenua principessa, che non ha mai messo il naso fuori da un palazzo. Dimenticavo il “Bon Ton”! Molto lieta, viaggiatore!
Mentre mi apprestavo a scavalcare le mura del Palazzo Reale, tutti dormivano quindi nessuno poteva impedirmi di visitare questa splendente ed ingenua città, come sono un po’ io d’altronde…
Durante la notte incontrai quello che a prima vista sembrava il mio salvatore, il grande Gregory Peck. Un uomo che coraggiosamente mi salvò dalla strada e mi portò una notte nel suo appartamento. No, non è come pensi. Trascorsi una notte con lui, ma dormì da sola, appisolandomi come se non avessi dormito per una settimana.
La mattina seguente ci salutammo e io incominciai la mia visita a Roma, tagliandomi i capelli in modo da sembrare quasi un ragazzino.
Ops, scusami non sono io. In effetti, questa è una mia amica in un’altra città, ma abbiamo cambiato entrambe il look e mi sono confusa.
Eccomi, seduta in un bar con i miei due “acchiappasogni”. Sì, coloro che mi proteggono dagli incubi catapultandomi in un mondo fantastico, che se non fossi uscita da quelle mura non avrei mai immaginato esistesse. Sempre da ingenua è ovvio, perché Gregory Peck e Eddie Albert si rivelarono tutt’altro che amici…
Ma procediamo per gradi! Iniziai la mia avventura a Piazza di Spagna. Se hai l’occasione di visitare Roma non puoi dimenticare il pan di spagna, ops, scusa viaggiatore!, intendevo Piazza di Spagna. Forse il lapsus è dovuto al fatto che lì ho assaggiato un dolce la fine del mondo con il mio uomo misterioso, Peck.
Dal 1953 non sono poi cambiate molte cose. Anzi, ora che la guardo dall’alto mi sembra ancora più bella. Gente che sale sui gradini per fare foto, sfilate e tanti altri eventi che la vedono coinvolta. Bella, davvero!
Da lì Peck insistette e volle farmi da cicerone con la sua Vespa. E io dissi subito di sì. Come potevo rifiutare un invito del genere, da “ingenua” principessa quale ero…

















