Ciao viaggiatore,
Buone Feste e visto che ci siamo quasi 3, 2, 1, Buon Anno Nuovo! 😀
Ti scrivo perché il 17 dicembre è stato il mio giorno fortunato. Perché? Beh, in effetti, è stato quasi fortunato (sono stata appesa dalle mie amiche per andare a Gaeta, ma tutto sommato da sola me la sono cavata lo stesso).
Le luminarie di Gaeta sono state affascinanti, quasi come me. Perché cosa hai da dire? Voilà…
Questa foto l’ho scattata vicino ad un albero di Palma (credo); evidentemente risentiva dell’influenza artistica milanese come il mio neo da vamp. Non si trattava delle luminarie, ma di un albero con delle luci che, probabilmente, erano state messe da un proprietario di un bar o un chiosco. Ma cosa ti posso dire? Mi piacevano ed essendo “coraggiosamente” sola ho sentito la voglia di scattarmi una foto con le luci alla mia altezza, circa 1,80 cm. Vabbe’ forse ho esagerato con i numeri, ma ad una donna non si chiede mai l’età e l’altezza (ricordalo!). Ne va della tua sopravvivenza se sei uomo: “L’inferno non è mai tanto scatenato quanto una donna offesa”. 😦
Così, ho iniziato la mia “promenade” partendo dai fili di luci posti sugli alberi che venivano trainati da un gorilla, (il gorilla non sono riuscita a fotografarlo, avevano tutti fretta in gita, per poi ritirarsi un’ora dopo l’orario stabilito, ma questi sono dettagli che non interessano a un viaggiatore di prima scelta come te 😉

Poi, come d’incanto, una renna (che spettacolo riuscire a fotografarla, mi dava sempre il sedere quella birbante).

Ovviamente tutte le strade sono state decorate con pacchi regalo illuminati, palle di Natale, stelle, fiocchi. Insomma, una vera occasione per tutti di ritornare bambini, (almeno una volta l’anno, perdindirindina!). Ogni tanto ci vuole il distacco dallo stress della vita adulta, non credi viaggiatore?
Gaeta è una dolce via di fuga dal tram tram della vita quotidiana, con i suoi alberi addobbati, con le sue luci e le sue vie illuminate dai mille colori. Aspetta! Non fare di nuovo il bambino. Voilà…


Camminando sono poi arrivata in una piazza, richiamata dalla musica disco che circondava il passaggio nella catena di luci aperta da un pacco regalo.
Seguimi 😉
Lungo il percorso stellato sono rimasta abbagliata dai diversi colori dell’albero di Natale posto vicino alla chiesa, illuminata fino in cima al campanile. Sotto all’albero, come d’incanto, la pista di pattinaggio. Da qui partiva anche la navetta per andare al Villaggio di Babbo Natale, per deliziare grandi e piccini.


Proprio nel piazzale di fronte il Comune, non potevano mancare i mercatini di Natale. A Gaeta, in questo periodo vanno di moda le palle di Natale e altri addobbi che contengono sabbia e conchiglie. Beh, io ho comprato qualcosa per ricordo (in fondo, bisogna ricordare sempre ciò che si è fatto, specialmente se lo si è fatto con piacere).


Ovviamente, viaggiatore mio, non potevo dimenticare il mare! A proposito, sento ancora il profumo del famoso cuppetiello. Mi sembra di averlo nei capelli. :O
Guarda come luccica, come soffia il vento…
Lungo la fontana di San Francesco… 😉











