Suona il telefono sveglia alle tre
Siri che giorno è
poi ti chiedo: ordiniamo che il frigo è già vuoto
e fai strada per un dj set
io che non ho mai amato lunghe file per entrare
non ti sembra così strano incrociarsi in un locale
Perché tu con quell’aria delicata
con un fiore tra le dita
bevi un altro Margarita
poi mi dici che è finita
che da quando sei tornato
mangi solo granita
e in un fine settimana
guarda come sei cambiato
Ciao, viaggiatore. Sei pronto per un’altra avventura? Come? Viaggio sempre? Eh, viaggiatore. Comme aggia fà? Sulament tu ossaie. Con quell’aria delicata, con un fiore tra le dita, con quel Margharita, ti dico che purtroppo è finita. Segno di un cocktail mancato, di un ricordo segnato, di un passato recente mai ritornato.
Eh sì, ti pareva che poi restassi senza evadere dal tram tram napoletano. Non poco lontano da Praiano, quell’isola incantata dagli occhi consumati dei turisti. Non ti sembra un po’ strano? Che siamo soltanto io e te che ne parliamo? Ma sciacquat l’uocchie. È peccato che non ricordiamo, io e te, mano nella mano questa terra soleggiata, accarezzata dal mare e mai dimenticata.
Forio, Ischia, non ti pare un’isola incantata? Incollata al Vesuvio, con una camera sulle sponde del mare e le amiche pronte a visitare il luogo tanto sentito nominare, ma mai visitato per davvero. Fecero la conoscenza di due ragazze “scetate” , Mariateresa e Paola, che a Sant’Angelo le hanno accompagnate e prima della notte delle stelle, le salite divennero più belle. Tanta premura a causa del passato avverso ormai dimenticato, ecco le ragazze pronte a dire: anche S’Angelo le tue gambe hanno salutato.
Ma la ciliegina sulla torta neanche a tavola me l’hanno tolta e dei deplian della camera all’occhio del viaggiatore non sfugge La Mortella, tanto cara etanto bella. Una bellissima creazione di un musicista costruita per la sua stella, che del giardino fa la sua impronta, mai morta e mai tolta. Le statue e il pavimento, zeppo di foglie e di cemento, il suo nome gridano come portento. Le qualità di Susana la musica fece innamorare, che mai si stancava di adorare l’altolocata donna dall’aria pacata che faceva mostrare. E il giardino tanto voluto anche da Sir William Walton del prestigio porta il suo nome in alto. Dalla valle alla collina, la sua stella sentiva vicina. E le gambe anche la salita hanno cavalcato che mesi prima non avevano mai osato. Ne è valsa la pena. Sono rimasta estasiata dal giardino dalla vegetazione traboccante e proprio invitante. Se ti capita di andare a Forio, non puoi mancare questa tappa, anche se hai problemi perchè non conosci la mappa. L’autista ti mostrerà il punto dove la storia inizia e mai sembra finire. Ecco, a te viaggiatore che sei ingordo, un assaggio del contorno.

Ma tu, viaggiatore, dall’assaggio di certo non rimarrai entusiasta e anche del primo e del secondo non rimarrai soddisfatto, se neanche della ciliegina sulla torta qualcosa è rimasto. Per questo il video ti lascio. Ma di altre “storie social” non ti parlo, se non sei tu prima a farlo. Quindi beccati sto’ contenuto che, anche se di qualche giorno un po’ datato, è pur sempre immortalato sul pavimento del seminterrato.
E non dirmi che non ti ho ascoltato. Tutta Forio, dalla spiaggia Chiaia alla spiaggia di Citara, fa il tuo nome. Guarda la stelle e ascolta il mare se vuoi ritornare, che i Poseidon sono pronti a salutare il tuo ritorno. Ma se proprio vuoi restare Forio devi cavalcare sulle onde del mare. Perché se non la osservi interamente. Che peccato! Poco poco ti ritornerà in mente. Allora parti, o viaggiatore, e abbraccia le persone conosciute che non vanno mai perdute. Se viaggi vivi più volte. Ad ogni viaggio una scoperta, ad ogni viaggio un nuovo amore, ad ogni viaggio ancora tanto calore, dalle amiche di sempre alle amiche nuove. E abbraccia questa poesia, che sembra trasportarti via. Viaggia, sogna, esplora e vivi due, tre, quattro volte. Mai sempre la stessa spiaggia, lo stesso mare.
E se proprio soddisfatto non sei allora in Chiesa devi andare. La Chiesa del Soccorso devi visitare e non dire: “non ce la faccio ad andare”. Altrimenti il panorama perderai e con me te la prenderai. Ecco a te, la Santa, che Santa lo è dai tre miracoli che fece. Dal bambino che tiene in braccio e dal serpente che schiaccia dall’alto della Chiesa, la Madonna della Neve protegge da tutte le tempeste. Per chi è credente e mai assente, la Madonna ha sempre qualcosa di nuovo e infatti le mie gambe ritornano a camminare grazie al dono che le feci. Ecco a te tutto ciò che serve, senza rimorsi e senza riserve.

Non dimenticare il centro di Forio e i negozietti dei borghetti. Se ami la ceramica ad Ischia devi andare. Così i tuoi occhi potrai allietare. Se neanche la ciliegina sulla torta basta, l’unica cosa che puoi fare è bagnarti nell’acqua termale. Relax e divertimento ti aspetteranno. Segno di quel cocktail mancato, di un ricordo segnato, di quel passato recente mai ritornato. Ma che adesso potrai rivivere perché chi viaggia vive due volte, tre volte, quattro volte.

E dato che ti piace viaggiare, prendi il pullman e vai a Casamicciola, soprattutto se ti piace la ricciola, pesce fresco tipico di Ischia insieme al coniglio, che anche ti consiglio.





























