Alla scoperta del Vietnam

La chiamavano bocca di rosa
Metteva l’amore, metteva l’amore
La chiamavano bocca di rosa
Metteva l’amore sopra ogni cosa

Ancora una volta la macchina del proiettore fa da sfondo ad una meravigliosa terra, tanto combattuta e amata dai propri abitanti, in particolar modo dalle donne che nelle acque dolci e splendenti adiacenti a Phan Rang si accingono a divertirsi con giochi d’acqua, sempre diversi e sempre unici.

Meravigliosi cerchi che disegnano il contorno di un fiume pieno di vita e di colori, grazie ai particolari abiti delle fanciulle vietnamite. E ancora una volta il ruolo della donna cambia e diventa denso di significato, tra campi e risaie, tra gioie e dolori. Ma queste donne sanno anche amare come le nostre protagoniste: Elsa Martinelli e Silvana Mangano. Due pietre miliari del cinema che hanno mostrato con quanta fatica e forza si facesse il lavoro nei campi.

Ginocchia piegate, sempre in piedi, una pausa misera, com’era misera probabilmente la loro paga. Non bastava partire per un lungo viaggio al fine di raccogliere quanto più riso possibile ed avere poi una retribuzione pressapoco inesistente. Queste donne dovevano anche combattere contro uomini di poco conto e subire, senza poter reagire, soprusi di ogni genere. Nonostante tutto le donne amavano, quanto amavano la terra e le proprie origini.

E oggi ritroviamo dei tratti comuni in Vietnam, anzi riscopriamo esattamente il ruolo delle donne nel proprio paese. Pronte a trasportare sulla spalla ceste di riso e a raccogliere alghe per la preparazione del pesce, le donne vietnamite ci accompagnano in un viaggio ricco di sorprese, tra vegetazione, fiumi e deserti.

Si evince come il ruolo della donna muti al mutare della società. Una donna che fatica, lavora, porta il pane in tavola e che, se non c’è, offre il suo. In questo contesto, il Vitnam anche se presenta una vita povera, si mostra pur sempre una terra ricca di dignità e di bellezze inestimabili. Basti pensare ai parchi naturali della regione. Un esempio è il Nύi Chύa, con che conta 3000 ettari tra alture e mare.

Non di meno è il Tempio Po Klong, visibile in tutta la sua maestà. E l’altopiano di Da Lat, che dalla vegetazione ci trasporta alla bellezza dei cactus e fichi d’india dai frutti dolci. Qui è possibile fare un tour in bici e scendere al mare di Mui Ne, ancora una volta per scoprire le risaie e le fattorie vietnemite. E non dobbiamo dimenticare il deserto con la sua spettacolarità al tramonto.

Probabilmente anche Elsa Martinelli e Silvana Mangano, ci proporebbero un viaggio in Vietnam, per apprezzare le distese di verde e farsi cullare fino alle ginocchia dalle dolci acque cristalline dei fiumi. Un viaggio indimenticabile, come è indimenticabile l’amore che il padre di Elsa Martinelli ha per sua figlia. Un amore custodito gelosamente perché segreto, al punto da attirare sguardi indiscreti.

Lo stesso possiamo dire dell’amore di Silvana Mangano per il grande Vittorio Gassman. Un amore indimenticabile ma che lascia un’impronta negativa sulla protagonista. Silvana muore a causa del suo amante, il quale la porta a smarrire la retta via.

Due esempi cinematografici diversi, ma che fanno capire molte cose sul modo di amare delle donne, sul loro ruolo sociale, sulla loro forza. E due esempi che mostrano la complessità del lavoro nei campi e la fatica che si fa per curare la propria terra. In fondo…

C’è chi l’amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l’uno né l’altro
Lei lo faceva per passione

DEDICATO ALLE DONNE LAVORATRICI E A CHI COME ME AMA VIAGGIARE!

P.S. Le foto sono state prese da Google Immagini con lo strumento “Foto contrassegnate per essere utilizzate”.

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