Tra nebbia e sole: Venezia

 La biondina in gondoleta
       l’altra sera g’ho menà;
       dal piacer la povereta
       la s’à in bota indormenzà.
       La dormiva su sto brazzo,
       mi ogni tanto la svegiava,
       ma la barca che ninava
       la tornava a indormenzar.
       Fra le nuvole la luna
       gera in cielo meza sconta,
       gera in calma la laguna,
       gera el vento bonazzà.
       Una sola bavesela
       sventolava i so caveli
      e faceva che dai veli
       sconto el sen no fusse più.
       Contemplando fisso fisso
       le fatezze del mio ben,
       quel viseto cussì slisso,
      quela boca e quel bel sen,
       me sentiva drento al peto
       una smania, un missiamento;
       una spezie de contento
       che no so come spiegar.

Ciao viaggiatore,

stavolta ti ho accolto con una canzone tipica veneziana per raccontarti la mia “doppia” esperienza tra la terra della nebbia, ma anche del sole. Tra la lucentezza della laguna e l’ombra “secca” della notte, Venezia è un luogo che vanta tante meraviglie.

Inutile raccontarti del viavai di gente che ho incontrato nei miei due viaggi (inverno/primavera) al calar del sole e al sorgere dell’alba. Inizio così:

Il video dal vaporetto, reso possibile dalla rinascita della fotocamera del mio cellulare dopo tanti tentativi, dice tutto. È stata una bella “prova” a tutti gli effetti. Ormai ho familiarità con le “prove” 🙂

Girando tra palazzi e ponti, ho scoperto la mia passione per il mare (uh pardon) per la laguna. Ero stanca di vederla soltanto nelle trasmissioni televisive o in Internet, senza “il live” dell’esperienza diretta. Dicevo sempre a me stessa: “Dato che lavoro in Lombardia, devo assolutamente approfittarne”! Così, dopo un po’ di tempo, mi sono decisa ed ho fatto il primo passo e poi è arrivato il secondo (cosa dici, viaggiatore? Figli? No, stai sbagliando strada! Anzi, come si dice a Venezia, “calle”). Adesso aspetto il terzo…

Allora, sei curioso? Vuoi sapere cosa ho visto a Venezia? Innanzitutto, tanta nebbia, ma proprio tanta. Nonostante ciò, è stato un primo viaggio bellissimo, tra luce ed ombre. In fondo, “meteo permettendo”, tutto è possibile. E poi, come ti ho raccontato, sono abituata alle “prove”. Direi che la prima prova è andata e la seconda anche. Ora aspetto la terza 🙂

Le immagini raccontano tutto: un giro in gondola, la visita al Palazzo Ducale e a Burano. Che dire? Gli ingredienti perfetti per un primo viaggio.

Burano è conosciuta per le sue case fantastiche: una moltitudine di colori che ricorda un po’ anche la mia zona. Parlo di Procida. Sicuramente, l’isola campana è diversa da Burano, ma i colori vivaci “riecheggiano” un po’ di “annate procidane” (ad esempio della Corricella). Non trovi, viaggiatore? Non ricordi? Eppure, nei miei vecchi articoli ti ho parlato di Napoli. Come puoi non ricordare? Come al solito, dimentichi tutto! Un po’ come i fidanzati: se gli dici una cosa, la dimenticano súbito 😉

Vogliamo parlare poi del Museo del Merletto?

Donne, pronte a ricamare per realizzare artefatti ricercati da vendere nei negozi del centro. Burano è anche questo: ricerca della bellezza e dell’arte in tutte le sue forme ed espressioni.

E come dico sempre: Un passo avanti e uno indietro e rieccomi in giro.

Nel secondo viaggio, ho visitato la Basilica di San Marco e Murano. La Basilica è bellissima sia all’interno che all’esterno. Si possono visitare il Museo e la Pala d’oro. Murano, invece, è famosa per il vetro.

Cosa odono le mie orecchie? Non hai mai sentito parlare del vetro di Murano? Ma come! Tutti sanno che è lavorato accuratamente da esperti del settore per realizzare collane, bracciali, lampade e tanti altri oggetti di ornamento o per la casa.

Viaggiatore, ci sei? Chiudi gli occhi e poi riaprili…

Quei tramonti che lasciano senza fiato!

Ora, ultimo step del secondo viaggio: visita alla Biennale e ai suoi meravigliosi giardini. Ti informo che fino al 24 novembre 2024 sarà possibile acquistare i biglietti per la mostra dal titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, a cura di Adriano Pedrosa e prodotta dalla Biennale di Venezia. Ti consiglio di andarci perché è un’immersione in mondi diversi, in vissuti innovativi con un tocco di fantasia, ma soprattutto di tanta realtà. Artisti o amanti dell’arte, non possono mancare tale tappa.

Alla prossima, viaggiatore 🙂

So’ stà un pezzo rispetando
       quel bel sono e ho soportà,
       benché Amor de quando in quando
       el m’avesse assae tentà;
       e ò provà a butarme zozo
    là con ela a pian pianin,
       ma col fogo da vicin
       chi averrìa da ripossar?
       M’ho stufà po’ finalmente
       de sto tanto so dormir,
       e g’ho fato da insolente,
       né m’ò avudo da pentir,
       perché, oh Dio, che bele cosse
       che g’ho dito e che g’ho fato!
       No, mai più tanto beato
     ai me’ zorni no son sta.

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