Mann rit “sta tranquill, tutt pass” ma tu
Riest chella cos ca nun se n và chiù
Stu cor t’apparten
Ossaj picciò faj a scem
Quann scinn ind o’quartier
Quand tuorn tard a serMannagg a me che m’annammor
Tutt e vot cà m’guard e cà m’parl accusì
Staser gir rind a machin finchè nu’t trov
So capac e chiammà pur tutt’ e e cumpagn tojCa so pazz assaj
Tu t’ncazz assaj
Quann spenn troppi sold p t’fà nu regal
Ma si bell’ assaj
Faj fint ca n’ossaj
Tu p me si n’edizione limitatSi m’annamor e te è la fin’
Pkè foss gelus e l’ombr’ ca t’segue
M facess pur accir
Si rind a st’uocchie tuoj truvas e cos verMann rit “sta tranquill, tutt pass” ma tu
Riest chella cos ca nun se n và chiù
Stu cor t’apparten
Osaj picciò faj a scem
Quann scinn ind o’quartier
Quand tuorn tard a ser, yeh, ehiTutt pass ma tu
Riest chella cos ca nun s’fà chiù
Stu cor t’apparten
Osaj picciò faj a scem
Quann scinn ind o’quartier
Quand tuorn tard a ser
Ciao viaggiatore,
ti chiederai come mai ho deciso di scriverti proprio oggi. Beh la questione è semplice (anzi, pensandoci forse non lo è). Vedi la scrittura è una delle cose più belle che puoi sperimentare in solitudine. Quindi perché non approfittarne? Ti progongo una sorta di riassunto delle località che ho piacevolmente visitato, cambiando pelle e cambiando faccia, ogni qual volta i miei occhi si sono posati su queste meraviglie. Spero che ti piaccia questo piccolo excursus, un po’ alla Sliding Doors, un po’ vintage, un po’ pasticciato (come lo sono io d’altronde).
Scugnizzo bello, come non potevo iniziare dalla mia terra, la mia amata Napoli e le isole nei dintorni.
Quel Vesuvio pazzerello che ci fa tremare ogni volta che lo osserviamo. Splendido paesaggio. Non trovi? Cosa ti fa pensare questo mare? A me evoca: spiaggia, divertimento, sole, abbronzatura e pennichella. Dai, che #andràtuttobene. Te lo assicuro e viaggeremo in Italia, all’estero, (e perché no? Nello spazio). “Adda passà ‘a nuttata”, disse il caro Eduardo De Filippo e poi torneremo a vedere le stelle.
Eccoti un assaggio, ma non fare l’ingordo. Lascia qualcosa anche a me.

Eh sì, il mare è poesia e chiunque abiti o provenga da una località di mare lo sa benissimo. Puglia, Sardegna, Sicilia, per citarne alcune, sono famose per le loro bellissime acque limpide e avvolgenti. Le foto sembrano invitarci a percepire la brezza del venticello estivo, il calore del sole, la finezza della sabbia attorno ai piedi. Un turbinio di emozioni, che attraversa il corpo dalla testa ai piedi e, ti fa ricordare quanto sia bello e meraviglioso il mare.
Eccoti la bella Sicilia, ovvero Ladies and Gentlemen, Palermo. Sì, a Palermo come dicono Matranga e Minafò. Che simpaticoni! Pensate che quando tutto sarà finito, potremo specchiarci nel mare della nostra terra, potremo fare un giro in montagna, vedere un concerto all’estero, ballare all’aperto. E allora sì, che sarà bello. Sarà emozionante e, ancora bello. Anzi, forse ancora di più, perché capiremo di cosa ci siamo dovuti (giustamente) privare. È un po’ come se la Natura ci abbia chiesto di fermarci. Troppo smog, inquinamento che toglie ossigeno a piante e animali, che tornano (beati loro) a riaffiorare dalle superfici e a nuotare in acque cristalline. E intanto il tempo per noi si ferma, aspetta e non cambia. Negozi chiusi, scuole chiuse, strade deserte e guai a chi mette il naso fuori. Ma tutto questo finirà e allora torneremo ad essere felici.

Tra i magnifici posti da apprezzare un spazio particolare va riservato ad Ancona, terra di mare, sole, palazzi importanti e ancora… tanti sassolini splendenti nelle sue acque. Il Passetto, luogo d’incanto per chiunque l’abbia visto. Ti consiglio di andarci presto, perché presto tutto finirà e sarà stato soltanto un incubo. Un brutto incubo, una tragedia, uno sbaglio da cui risollevarsi divenendo più forte e, così, continuare a vivere. Perché di questo abbiamo bisogno: di continuare a vivere.

Ops, mi è scappata la foto. Nell’ Antica Roma, ero una damigella. O una damigiana, dai chiletti che ho preso… Non sta bene, stare a casa (per certi versi). Eh sì, non so tu, viaggiatore, ma io ho sempre fame e sete. Mi sono trasformata in una neonata insaziabile. Tra poco rotolerò come una pallina dal divano. Eccoti me, in una Roma inesuale.
A questa foto sono particolarmente affezionata. Mi ricordo che fu una bella gita in famiglia e, in quell’occasione, mio padre decise di scattarmi una foto sulla Fontana di Trevi. Favolosa. No la fontana, dicevo io. Scherzo, dai, mi riferivo alla Fontana. Ma facciamo un passo indietro alla Sliding Doors, un po’ vintage, un po’ pasticciato (come sono io). Ecco Ivrea, la bella Ivrea.
Ricordi piavevoli e meno, si affacciano al balcone di questa finestra. Odori, profumi insoliti, e ancora persone, tante persone, il vuoto, la solitudine e poi il risveglio, la pace e la risalita. La migliore risalita che abbia mai fatto.
Ma anche i miei viaggi all’estero. La mia ciliegina sulla torta è decisamente Parigi. La città dai mille quartieri (con una propria storia, arte e cultura), la città delle baguette, dei croissant, del pain au chocolat, della Tour Eiffel. E Versaille… Che dire di Versaille, mille volte stupefacente. Un po’ come la sorpresa che dà bambini trovavamo nell’uovo di Pasqua. Una sorpresa a dire poco desiderata. Mai mancata, ma sempre pronta a stupirci.

E quando sarà tutto finito. Perché finirà, correremo tra i prati liberi, faremo dei piccoli viaggi sui traghetti, visiteremo mostre, palazzi prestigiosi e antichi, raccoglieremo fiori e coltiveremo la terra. Ma ci ricorderemo anche della Natura che ci ha detto: “Stop. Ora prendo io il timone”. E allora tutto avrà un senso, l’uomo sarà diventato più responsabile verso se stesso e verso gli altri, sarà capace di prendere decisioni difficili, ma sarà anche in grado di rispettare sé stesso e i suoi compagni di viaggio.
Ora ti aggiungo un’altra chicca ai miei viaggi, tra Nancy, Metz e Strasbourg. Dal mare passiamo ai fiumi e dal sole alla penombra. Mie care città, ritornerete a splendere e allora sarete fantastiche e tutti lo riconosceranno.
Eilà viaggiatore, ci sono anche io a far da cornice. Sì, la cornice del viaggio più bello che abbia fatto. L’Erasmus, quella tesi in francese, quella piccola stanza in cui mi rifugiavo, il profumo della mensa, le risate dei ragazzi stranieri, la paura di non farcela e quella voglia “matta” di farcela. E così anche noi ce la faremo viaggiatore. Perché come la Terra non è stata creata in un solo giorno, anche noi non possiamo farcela in poco tempo. Ma tutto passerà e da #iorestoacasa si passerà a #ioritornoaduscire. E anche la Natura capirà. Non resta che aspettare e poi…





















